Vai al contenuto
← Home
Parliamone

Blog · · 9 min di lettura

Dominio per il sito: .it o .com, domini gratis e perché deve essere intestato a te

Se vendi soprattutto in Italia, scegli un .it breve, di quelli che si dettano al telefono senza spiegazioni. Il .com ha senso quando i clienti sono in più paesi. I domini gratis esistono, ma nelle offerte che abbiamo letto sono gratis per il primo anno e al rinnovo si paga il listino. La cosa che conta di più, però, è il nome scritto sul contratto: il dominio del tuo sito deve essere intestato a te, con la tua e-mail come contatto e le credenziali del pannello in mano tua.

.it o .com: quando conviene l'uno e quando l'altro

Il dominio è l'indirizzo che i clienti digitano, leggono su un biglietto da visita o si fanno dettare. Ci si ragiona per mezz'ora e poi si paga per anni, quindi conviene farlo bene una volta.

SituazioneSceltaPerché
Studio, negozio, artigiano o servizio per clienti in Italia.itL'estensione dice subito che lavori qui
Clienti in più paesi, o un nome che usi anche all'estero.comSi riconosce ovunque e non lega il nome a un paese
Il .it che volevi è già presoUn altro nome, sempre in .itUn trattino o un numero nel mezzo si perdono quando il nome lo dici a voce
Lavori su due mercatiTutti e due, con uno che porta all'altroPaghi due rinnovi, ma chi sbaglia estensione arriva comunque da te

Il .it non lo può registrare chiunque. Secondo il registro serve essere maggiorenni e avere cittadinanza, residenza o sede commerciale in uno dei paesi dello Spazio economico europeo, in Vaticano, a San Marino, in Svizzera o nel Regno Unito: le condizioni aggiornate stanno sul sito del registro.

Per il nome valgono poche regole pratiche. Corto, scritto come si pronuncia, senza trattini e senza numeri. Dettalo a un amico per telefono: se deve chiederti come si scrive, cambialo. Prima di pagare, cerca lo stesso nome come profilo su Instagram e su Facebook, e controlla che non assomigli troppo a quello di un concorrente o di un marchio altrui.

Chi fa cosa: registro, registrar, intestatario, hosting

Quando si dice «registro un dominio» si mettono nella stessa frase quattro figure diverse.

  • Il registro è l'archivio ufficiale dei domini .it. Non registra i nuovi indirizzi per conto degli utenti: lo fanno aziende specifiche, i registrar, come precisa lo stesso registro.
  • Il registrar è l'azienda a cui paghi e dove entri in un pannello per gestire il dominio, rinnovarlo o cambiare i dati.
  • L'intestatario, in gergo il registrante, è chi risulta titolare del dominio. Dovresti essere tu.
  • L'hosting è un'altra cosa ancora: lo spazio dove stanno i file del sito. Può stare presso un'azienda diversa da quella del dominio, e a volte è meglio così, perché cambiare l'uno non obbliga a toccare l'altro.

Dal dominio dipende anche la posta con il tuo nome, tipo info@tuodominio.it. Se il dominio scade o passa di mano, la posta se ne va con lui.

Domini gratis: cosa c'è dietro

Chi cerca di registrare un dominio gratis, o di creare un sito web gratis con il proprio dominio, arriva sempre alle stesse offerte: compri un hosting e il dominio è incluso. Abbiamo aperto le condizioni di due fornitori.

  • Register.it: la promozione dei .it gratis vale solo per il primo anno di registrazione, non si applica a rinnovi e trasferimenti, è limitata a 3 domini per cliente, e al rinnovo il prezzo è quello di listino. Il rinnovo è automatico alla scadenza, tranne per chi paga con bonifico, e si può disattivare fino a 30 giorni prima (regolamento delle promozioni).
  • Hostinger: il dominio è gratis per il primo anno se prendi uno dei piani indicati con una durata di almeno 12 mesi; dopo si rinnova al prezzo normale e risulta registrato a tuo nome (pagina dell'offerta).

Messe in fila, le due offerte dicono la stessa cosa: in nessuna delle due il dominio è gratis per sempre. C'è un primo anno compreso nel prezzo dell'hosting e poi un rinnovo a tariffa piena. È una promozione, e va bene finché la leggi per quello che è. Se stai guardando proprio Aruba, i limiti li abbiamo messi in Sito web con Aruba: cosa include, quanto costa, i limiti.

Prima di accettare un'offerta con dominio gratis guarda tre cose. A nome di chi viene registrato: Hostinger lo scrive, nelle altre offerte cerca la stessa frase e, se manca, chiedi. Quanto costa il secondo anno e cosa succede se non rinnovi. Se potrai portare il dominio altrove, e a quali condizioni.

Il caso da evitare ha poco a che fare con il prezzo: è il dominio registrato a nome di chi ti costruisce il sito, che sia l'agenzia, il freelance o il cugino che se ne intende. Finché il rapporto va bene nessuno se ne accorge. Quando finisce, per spostare il dominio serve la collaborazione di chi lo ha intestato a sé. Il cambio di intestatario si può fare, ma è un'operazione a parte: Aruba, per esempio, chiede €10 + IVA per dominio, gratis se lo fai insieme al rinnovo da 90 giorni prima della scadenza, e per estensioni come .com il nuovo intestatario deve confermare i dati di contatto entro 15 giorni (guida di Aruba).

Come controllare che il dominio sia tuo

Se hai già un sito, o stai per pagare qualcuno per farlo, bastano dieci minuti. Queste sono le cinque domande da fare a chi gestisce il dominio:

  1. A nome di chi è registrato il dominio? Nome e cognome o ragione sociale, e quale e-mail risulta come contatto.
  2. Quando scade, chi paga il rinnovo e a che prezzo?
  3. Chi ha le credenziali del pannello del registrar, e quando le ricevo io?
  4. Se un giorno cambio studio, mi consegnate il codice per trasferire il dominio e le impostazioni DNS del sito?
  5. Dominio e hosting stanno nello stesso contratto? Se si ferma uno, cosa succede all'altro e alla posta?

Le risposte chiedile per iscritto, anche solo con un messaggio su WhatsApp. Se alla prima domanda la risposta è il nome dell'agenzia, chiedi di cambiarlo prima di pagare il saldo. Se alla terza è «te le diamo a fine lavoro», fissa una data.

Per i .it il registro parla di un codice authinfo, che il registrar consegna al registrante al momento della registrazione (pagina del registro). È il codice che entra in gioco quando il dominio cambia registrar: tienilo in un posto tuo, non nella casella di posta di chi ti ha fatto il sito.

Un esempio: il sito che vive di prenotazioni dirette

Gassenruh è il sito di cinque appartamenti in una casa del 1683 a Salisburgo. Il sito è in tedesco. Il suo scopo è la prenotazione diretta: un calendario in cui scegli arrivo e partenza, un totale calcolato al momento con notti, pulizia finale e tassa di soggiorno, una riga che spiega che il prezzo è senza commissione della piattaforma, e infine la richiesta di prenotazione con un numero e le istruzioni per l'ingresso.

Lo citiamo qui perché un sito così regge solo se l'ospite riesce a ritrovare l'indirizzo, se si fida dell'e-mail con cui ha scritto e se quell'indirizzo resta tuo anche tra cinque anni. Le piattaforme ti danno visibilità, ma le prenotazioni passano da loro. Il dominio è l'unico anello di questa catena che puoi tenere a tuo nome.

Pagina di Gassenruh, sito in tedesco per cinque appartamenti a Salisburgo con calendario di prenotazione
Lavoro DELKIND, dati dimostrativi. Gassenruh: il sito è in tedesco.

Cosa fare oggi

  1. Scrivi tre nomi possibili, dettali a voce a qualcuno e tieni quelli che non richiedono spiegazioni.
  2. Cerca la disponibilità di quei nomi in .it e in .com su un registrar e, nello stesso momento, controlla se sono liberi su Instagram e Facebook.
  3. Se un dominio ce l'hai già, trova nel pannello o nell'e-mail di conferma l'intestatario, il contatto e la data di scadenza. Segna sul calendario un promemoria due mesi prima.
  4. Salva in un posto tuo le credenziali del pannello e il codice di trasferimento.
  5. Prima di accettare un'offerta con dominio gratis, scrivi su un foglio il prezzo del rinnovo al secondo anno.

Quando il sito sarà online, Indicizzare un sito su Google spiega cosa fare e quanto aspettare.

Se vuoi, lo facciamo noi

Costruiamo il sito e lo pubblichiamo sul tuo dominio, intestato a te: siti web e landing page con IA. Una landing page costa da €380 (prezzi IVA esclusa) e si fa in 3–7 giorni. Costa poco perché specialisti esperti lavorano più in fretta con gli strumenti di IA.

Nel prezzo ci sono la chiamata prima dell'avvio, il design sul tuo brand, tutti i testi (te li inviamo da controllare), la base SEO, il contatore delle visite con i pixel pubblicitari, e le richieste che arrivano dove lavori tu: WhatsApp, e-mail, un foglio di calcolo o il tuo CRM. Codice, dominio, hosting e accessi sono intestati a te e, se vuoi andare via, ti passiamo tutto con le istruzioni. Le modifiche sono gratuite fino all'accettazione e gli errori dopo il lancio li correggiamo gratis per 3 mesi.

Se vuoi parlarne con noi, scrivici su WhatsApp: l'analisi iniziale è gratuita e rispondiamo entro un'ora in orario di lavoro.

Parliamone

Fonti

← Tutti gli articoli