Come far conoscere un sito appena pubblicato: cosa fare nei primi 30 giorni
Per pubblicizzare un sito web appena nato, anche gratis, non serve un budget. Nelle prime due settimane bastano quattro cose: far scoprire il sito a Google, mettere il link dove già ti leggono, rendere il numero WhatsApp facile da trovare e chiedere qualche recensione vera. La pubblicità a pagamento viene dopo, come prova piccola e su una pagina già sistemata. Le email a freddo restano fuori. Qui sotto trovi il piano settimana per settimana e una tabella per scegliere da dove cominciare.
Prima settimana: lascia che Google ti trovi
Un sito nuovo non compare su Google il giorno in cui lo pubblichi. Google deve prima scoprirlo, poi leggerlo, poi decidere se mostrarlo. Cosa fare e quanto aspettare l'abbiamo scritto in Indicizzare un sito su Google: cosa fare e quanto aspettare. Qui ti serve solo la regola pratica: il primo giorno invii la mappa del sito a Search Console, controlli che la home si apra senza errori, poi smetti di guardare. Ricaricare la pagina dei risultati ogni ora non accelera niente.
Nel frattempo il sito non è invisibile: lo vedono le persone a cui mandi il link. Chi vuole pubblicizzare il proprio sito all'inizio parte da lì, perché la visibilità su Google arriva dopo. La promozione del sito, nei primi giorni, la fanno le persone che ti conoscono già.
Seconda settimana: usa i canali che hai già
Quasi tutto quello che serve per far conoscere un sito è già nelle tue mani. Sono canali piccoli, ma costano zero e arrivano a gente che ti conosce.
Nella firma delle email basta una riga sotto il nome: cosa fai e l'indirizzo del sito. Niente banner e niente «visita il nostro nuovo sito!». Se scrivi ogni settimana a clienti e fornitori, il link arriva a persone che ti rispondono già.
Il numero WhatsApp va dove va il sito, e il sito va dove va il numero: pagina contatti, firma, fondo del preventivo in PDF. Chi ti scrive la sera dal telefono non vuole riempire un modulo di sei campi. Prepara tre risposte pronte alle domande che ti fanno sempre (prezzi, tempi, zona di lavoro), così la prima risposta arriva in pochi minuti e non il giorno dopo.
Un QR sul biglietto da visita, sul volantino, sul bancone o sul pacco serve solo se porta alla pagina giusta: quella che il foglio prometteva, non la home con otto voci di menu. Scegli un QR che contenga l'indirizzo vero del sito o il link WhatsApp, senza passare da un servizio intermedio: se quel servizio chiude o cambia piano, la carta stampata resta con un codice morto. E prima di ordinare mille copie, inquadralo con due telefoni, uno dei quali vecchio.
Instagram e Facebook servono se ci sei già. Metti il link del sito nel profilo e fai un post che racconta cosa è cambiato e a chi serve, con una cosa concreta da fare. Se non hai profili, non aprirli per il lancio: un profilo vuoto fa peggio di nessun profilo.
Cosa trova chi arriva da un QR code
Il canale può essere perfetto e il sito deludere in cinque secondi. Guarda questo lavoro: la pagina di una bottega di ceramica a Bolesławiec, in polacco. Il vaso si modella col dito direttamente sulla pagina, forma e smalto cambiano il modello 3D e il prezzo, e alla fine si ordina il vaso o ci si iscrive a un laboratorio. Immagina un QR stampato sulla carta in cui la bottega impacchetta i vasi: chi lo inquadra non si chiede «e adesso?», perché l'azione è già sotto il dito.
Al tuo sito il vaso in 3D non serve. Serve una cosa da fare, chiara fin dal primo schermo: scrivere su WhatsApp, chiedere un preventivo, prenotare. Se chi arriva da un QR deve cercarla, il QR ha fatto il suo lavoro e il sito no.
Terza settimana: chiedi le recensioni
Le recensioni si chiedono a chi è appena stato contento: il giorno della consegna, non tre mesi dopo. Fai una lista di dieci clienti veri che ti hanno ringraziato a voce. A ognuno scrivi su WhatsApp un messaggio con il link diretto al posto dove lasciare il giudizio (la scheda su Google, la pagina Facebook, dove ti cercano di solito). Una riga basta: «Se ti sei trovato bene, ci lasci due righe qui?».
Non comprarle e non scriverle da solo. Dieci recensioni con le stesse parole si riconoscono da lontano e fanno più danno che bene. Tre giudizi veri, ognuno con un dettaglio che solo il cliente poteva sapere, valgono più di un muro di cinque stelle.
Quarta settimana: il primo test a pagamento, piccolo
Non prima. Nelle prime settimane il sito deve essere letto da persone vere: fai leggere la home a tre persone che non conoscono il tuo mestiere e chiedi cosa vendi. Se non lo capiscono, pagare per portarne cento non cambia niente.
Quando i testi reggono, prova con una campagna sola, su Google o su Meta: una offerta, una pagina d'arrivo, una cifra che puoi permetterti di perdere per qualche giorno. Il contatore delle visite e i pixel degli account pubblicitari ti dicono da quale annuncio arriva chi scrive; senza, compri al buio. Se nessuno scrive, controlla prima la pagina e l'offerta, poi il budget.
Da dove cominciare: la tabella
| Canale | Serve budget? | Quando aspettarti una risposta | Cosa preparare |
|---|---|---|---|
| Google (indicizzazione) | No | Non subito: da alcuni giorni a qualche settimana | Mappa del sito, Search Console |
| Firma email | No | Piano piano, da chi già ti scrive | Una riga con il link |
| WhatsApp sul sito e nei documenti | No | Quasi subito | Numero ovunque, tre risposte pronte |
| Biglietto da visita e QR | Poco, solo la stampa | Dipende da quante persone incontri | QR provato su due telefoni |
| Social | No | Lentamente, nell'arco di settimane | Link nel profilo, un post con un'azione |
| Recensioni | No | Alcuni giorni per ogni richiesta | Lista di clienti, link diretto |
| Test a pagamento | Sì, piccolo | Pochi giorni dall'avvio | Una offerta, una pagina, contatore e pixel |
Le email a freddo restano fuori
Comprare una lista di indirizzi e scrivere a tutti sembra la scorciatoia. Noi non la consigliamo. Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito, in un provvedimento del 12 febbraio 2026, che per le email promozionali l'unico presupposto è il consenso del destinatario, anche quando gli indirizzi arrivano da fonti pubbliche. Per il tuo caso concreto chiedi a un legale.
Cosa fare oggi
- Aggiungi nome dell'attività e indirizzo del sito alla firma delle email e al profilo social.
- Metti il numero WhatsApp nella pagina contatti e nella firma, e scrivi tre risposte pronte.
- Genera un QR che punta all'indirizzo vero e provalo con due telefoni diversi.
- Scrivi a cinque clienti contenti con il link dove lasciare la recensione.
- Apri Search Console e invia la mappa del sito, seguendo i passaggi di Indicizzare un sito su Google.
Se vuoi, lo facciamo noi
Se il sito non c'è ancora o non porta richieste, ricostruiamo noi la pagina da cui partire. Una landing page con noi si fa in 3–7 giorni, da €380 (IVA esclusa). Nel prezzo ci sono: design sul tuo brand, una chiamata prima dell'avvio, i testi preparati da noi e inviati a te da controllare, una struttura costruita sulla tua offerta, controllo separato su telefono e laptop, animazioni leggere e la base SEO (titoli e descrizioni, caricamento veloce, mappa del sito, collegamento a Google Search Console). Ci sono anche il contatore delle visite e i pixel degli account pubblicitari, così vedi da dove arrivano le persone. Le richieste arrivano su WhatsApp, via e-mail, in un foglio di calcolo o nel tuo CRM. Pubblichiamo sul tuo dominio: codice, dominio, hosting e accessi sono intestati a te.
Le modifiche sono gratuite fino all'accettazione e gli errori dopo il lancio li correggiamo gratis per 3 mesi. Paghi il 50% all'inizio e il resto dopo l'accettazione. Possiamo tenere il prezzo basso perché specialisti esperti lavorano più in fretta con gli strumenti di IA. Cosa c'è dietro la cifra lo spieghiamo in Quanto costa una landing page. Per partire, vedi i nostri siti web e landing page con IA e scrivici su WhatsApp: rispondiamo entro un'ora in orario di lavoro.
Fonti
- Garante per la protezione dei dati personali, Provvedimento del 12 febbraio 2026, doc. web 10224476, pagina verificata a ottobre 2026.